Rentrée 2018: PREMIER CERCLE LITTERAIRE

Le premier cercle littéraire de l’année 2018-2019 aura lieu à la Cité des Associations le lundi 1 Octobre 2018 à 18 heures. Il sera consacré au livre de Paolo Cognetti: Le otto montagne. Questo libro racconta la storia di Pietro, un ragazzino di città solitario e un po’ scontroso, del suo rapporto con i genitori, con il suo amico Bruno e, soprattutto, con la montagna – l’autore sul palco dello Strega avverte: « »natura » è una parola che usano le persone di città».La montagna, nella sua scarna bellezza, dura e selvaggia, segna l’anima per sempre, lascia l’impronta in chi vi è nato e in chi l’ha amata. Diventa una categoria dello spirito e, anche quando la si lascia in cerca di un altrove più conveniente, non ci si può mai staccare veramente da essa. Basta un suono, un profumo, e si è risucchiati. È questo che capita ai personaggi del romanzo, che non riescono a farne a meno, e vanno e ritornano, senza mai lasciarla veramente.È una storia «di padri e figli, di abbandono della civiltà, di libertà della vita selvatica. Ho sempre avuto il ricordo di una grande felicità vissuta da bambino tra i boschi.

Paolo Cognetti ha vinto la 71esima edizione del Premio Strega con Le otto montagne e Il 9 novembre Le otto montagne ha vinto il Premio Médicis Étranger 2017, il più prestigioso riconoscimento francese per la letteratura in traduzione.Fin dalla sua genesi, Le otto montagne è stato un caso letterario, come ha dimostrato l’appassionata competizione tra le case editrici interessate a pubblicarlo in tutto il mondo: il romanzo infatti è stato tradotto in oltre 30 paesi. Anche la critica ha accolto calorosamente il libro di Cognetti, uscito nel novembre del 2016: è stato definito «un classico, quasi un meteorite di altri tempi dentro un universo a volte in fuga dai grandi temi» da Maurizio Crosetti su «la Repubblica», e dallo «stile trasparente e comunicativo, ma non scialbo, musicale senza cercare l’effetto, preciso e privo di similitudini involontariamente grottesche. […] Cognetti usa un bellissimo italiano» da Paolo Di Paolo su «La Stampa».

 

 

 

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