CERCLE LITTERAIRE 2022-2023

CHOISI ET ASSURE PAR ANNALISA

Au cours de la première séance qui se fera en distanciel, nous déciderons comment se feront les suivantes en fonction des souhaits de la majorité.

Nessuno torna indietro (1938) Mondadori 1938.  312 p. le mercredi 19 octobre

Alba de Cespedes (1911-1997)

Accolto fin dal primo apparire, nel 1938, da grande successo, il romanzo d’esordio di Alba de Céspedes esplora la formazione dell’identità femminile nell’Italia fascista senza voler proporre storie esemplari, facendo conoscere da subito l’autrice come una delle grandi voci letterarie del Novecento.

Il segno sul braccio (1905). Vallechi 1970 .  208p le mercredi 22 novembre

Clotilda Marghieri (1897 – 1980)

Nata a Napoli ne 1897 morta a Roma bel 1980. Cugina del poeta Betocchi, ha collaborato con il Mattino, il Mondo, il Corriere della sera, la Nazione e il Gazzettino. Nel 1974 ha vinto il premio Viareggio con Amati enigmi. Preceduto nel 1963 dal premio Sebeto per Le educando di Poggio Gherardo e dal premio Villa San Giovanni per Il segno sul braccio.

“Una donna che ho frequentato a Roma nel suo salotto di via della Consulta: grandi librerie con edizioni rare, mobili inglesi, rose, il rito del tè. E lei che, già anziana, sdraiata sul sofà con una coperta sulle gambe, giocava come sempre ad ammaliare gli amici con il fascino delle sue conversazioni, ad annodare sottili rapporti con persone di cui ammirava l’intelligenza. Di grande famiglia altoborghese napoletana, Clotilde doveva essere stata molto attraente…Belle gambe, lunghe. Sensibili lineamenti aquilini, occhi neri e penetranti, una risata da ragazza che conservò fino agli ultimi giorni. Nell’esclusivo collegio fiorentino di Poggio Gherardo (vedi Le educande) imparò a leggere e a parlare alla perfezione il francese, il tedesco, l’inglese. Di una spregiudicatezza precoce, presto sposata e poi separata, visse indipendente incontrando persone famose, leggendo tutto il leggibile. E cominciò a far salotto, come si dice oggi, nella sua magica casa di Torre del Greco”.

 

Inseparabile (1981). Lindau 2017. 224p le mercredi 4 janvier

Lalla Romano (1906 -2001)

La scelta di Lalla Romano è stata […] di raccontare un’ininterrotta cronaca familiare, che si alimenta da se stessa, a mano a mano che il tempo passa e la vita va avanti, con le nascite, i matrimoni, le separazioni, le crisi, le morti. […]Il tentativo di far coincidere vita e scrittura è portato alle conseguenze estreme.

Inseparabile è il libro che fa dittico con L’ospite, pubblicato otto anni prima, ma qui Emiliano – l’«ospite» che cresce – più che un protagonista è il filo conduttore di una trama complessa, che coinvolge più persone

Il Cardillo addolorato (1993) Adelphi 1993 415 p le mercredi 22 février

Anna maria Ortese (1914-1998)

Tre giovani Signori – un principe, uno scultore, un ricco commerciante – scendono dal Nord dell’Europa verso Napoli. Siamo alla fine del Settecneto. Pretesto del viaggio è la visita a un celebre quantaio che vive a Santa Lucia con le figlie, entrambe « ugualmente alte, impetite, belle e insopportabilmente mute ». Cosi si avvia questo romanzo, nel segno di un carattere che sarà di tutto il libro : la trasparenza e il mistero. L’aria che si respira é lieve, esaltante, di sublimata opera buffa. Il fondo é pura tenebra metafisica. È come se Hoffmann, e con lui lo spirito più. Radicale e ammaliante del romantico tedesco, fossero discesi a Napoli per unirsi con il demone mediterraneo in una danza che ha qualcosa di fatale e genera senza tregua nuove figure.

Guerra d’infanzia e di Spagna (2001)  Fazi 2022 494p le mercredi 29 mars

Fabrizia Ramondino (1936-2008)

Prefazione di Nadia Terranova : Titita è una bambina curiosa e vivace che, a causa degli impegni diplomatici del padre, si trova a trascorrere i primi anni della sua infanzia sull’isola di Maiorca. È il 1937, in Spagna infuria la guerra civile e di lì a poco scoppierà un conflitto mondiale senza precedenti. Ma in quella bolla colorata e piena di sole che è Maiorca, Titita passa le sue giornate persa in una sua personalissima battaglia, un continuo incontrarsi e scontrarsi con tutto ciò che la circonda, a cominciare da se da se stessa.

« L’universo poetico di Fabrizia Ramondino, ribelle, libero e umano come pochi altri, è una miniera in cui è bellissimo scavare a fondo » Mario Martone. 3Fabrizia Ramondino enttra a pieno diritto nella storia della grande letteratura in generale ma anche della grande letterature femminile in particolare » Goffredo Fofi

La straniera (2019) La nave di Teseo 285 p le mercredi 19 avril

Claudia Durastanti (nata a NY nel 1984)

“La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato”. Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto ?

Addio, a domani (2022) Einaudi . 192p le mercredi 17 mai

Sabrina Efionayi

« Questa storia avrei voluto scriverla dicendo :io. Perché é la mia. »

Sabrina é una giovane napoletana afro-discendente che ha deciso di raccontarsi, di aprire i cassetti della memoria e di portare alla luce la sua « incredibile storia vera », quella di una ragazza con due madri. La prima madre si chiama Gladys, é nata in Nigeria, é venuta in Italia in cerca di un futuro migliore ed è finita a vendere il proprio corpo. L’altra, Antonietta, é napoletana. A separare le case in cui abitavano, una strada di Castel Volturno : un giorno Gladys l’ha attraversata e ha messo in braccio ad Antonietta la figlia appena nata, chiedendole di occuparsi di lei, di crescerla al posto suo. Troppo italiana per la famiglia di origine, troppo nigeriana per tanti italiani, per tutta la vita Sabrina è stata alla ricerca di un’identità. Scrivere questo libro è stato un modo per trovarla.

Se tornano le rane  (2022) Alegre 400p le mercredi 28 juin

Simona Baldanzi

In un giorno di primavera Giorgia viene licenziata ed è costretta, insieme a sua figlia Camilla, a passare l’estate dai genitori, famiglia working class della provincia toscana, mentre il suo compagno Davide lavora distante. Tornare nei luoghi dove ha trascorso l’infanzia la costringe a fare bilanci e ripercorrere il proprio passato: prima una vita di impegno politico in quel territorio e poi il lavoro alienante nella grande città. Tutto si mescola insieme alla piccola Camilla che inizia a interrogarsi sul passato della propria famiglia e, prima per gioco poi in maniera sempre più seria, decide di ricostruirne l’albero genealogico. Le due donne finiscono per concentrarsi su Anna, bisnonna di Giorgia, morta molto giovane e in circostanze misteriose. Mentre scovano foto e cercano indizi Camilla frequenta l’outlet, luogo dove sono finite a fare le addette alle pulizie o le commesse alcune delle operaie delle fabbriche in crisi del territorio. Per Camilla è un luogo dove andare a giocare con altri bambini ma Giorgia, sin da giovane, aveva lottato politicamente contro quel concentrato simbolico e materiale di lavoro precario, consumismo e alienazione sociale; un posto finto, una cittadella costruita a tavolino, dove l’unica cosa reale è il fiume che lo attraversa, con le sue rane. Fino a quando non succede qualcosa di inaspettato. Una storia working class al femminile di una famiglia che, come quel fiume, scorre lungo le vite di più donne parlandoci dell’importanza dei legami di classe e solidarietà tra generazioni.